Calcio
Vinicius si rifiuta di giocare dopo l’incidente razzista nel Real Madrid
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©Denis Doyle/Getty Images
Il razzismo è un argomento che circola da decenni sui campi di calcio spagnoli e il recente caso Vinicius Junior è solo uno dei tanti che ha evidenziato ancora una volta questo grave problema. Il Real Madrid è stato recentemente al centro di polemiche quando sono emersi cori razzisti rivolti a Vinicius prima della partita di Champions League dell’Atletico Madrid contro l’Inter.
Ciò ha provocato la reazione della lega spagnola, che ha deciso di denunciare l’accaduto, ma ha provocato anche una reazione tempestosa da parte dello stesso giocatore. Il post sui social che ha ulteriormente alimentato questa situazione è arrivato dal team digitale del Real.
Nell’annuncio è stato inserito il logo del gruppo “Vini Vici”, ispirato all’evoluzione dalle scimmie all’uomo, che ha provocato la reazione negativa di Vinicius. Ha associato questo logo al razzismo che ha subito da parte dei fan, cosa che ha ulteriormente approfondito la sua insoddisfazione.
Secondo quanto riferito, il giocatore è molto arrabbiato e si è rifiutato di giocare contro il Valencia nella prossima partita. Questo incidente non è un caso isolato. Vinicius ha già avuto conflitti con la squadra digitale del club. L’anno scorso, ad esempio, è trapelato un video di allenamento in cui si può sentire Vinicius esprimere il suo disappunto.
Errori del genere sono rari in un club come il Real Madrid, dove ogni annuncio viene attentamente filtrato prima di essere pubblicato. Tuttavia, è evidente che c’è stata una svista che ha provocato questo incidente. Nonostante nel calcio spagnolo sia in corso una forte campagna per combattere il razzismo, sembra che sradicare il razzismo sia più difficile di quanto ci aspettassimo.
C’è motivo di preoccuparsi non solo per Vinicius ma anche per gli altri giocatori. Il timore che qualche dichiarazione informale trapelasse al pubblico si è fatto presente tra i giocatori di colore. Ora stanno scappando dai responsabili dei social media del club e la fiducia tra i giocatori e la dirigenza del club è infranta.
Fonti spagnole affermano che questo problema esiste da molto tempo nella squadra del Real, ma il consiglio e la dirigenza del club lo hanno abilmente nascosto in tutti questi anni. Questa è solo la punta dell’iceberg. Il razzismo sui campi di calcio di tutto il mondo, anche in Spagna, è un problema sistemico che richiede un cambiamento sociale più ampio.
Il Real Madrid, essendo uno dei club più grandi al mondo, ha la responsabilità di opporsi attivamente a tali incidenti e di promuovere l’inclusione e la tolleranza. Alcuni dei migliori giocatori del club reale adesso e in passato erano neri, e il fatto che ciò accada nel 2024 sembra semplicemente incredibile.
Una vista dettagliata del marchio No Room For Racism sul tabellone della stretta di mano durante la partita di Premier League tra il Newcastle Unit© Ian MacNicol / Getty Images
Vinicius è solo uno dei tanti calciatori che sono stati bersaglio di razzismo durante la loro carriera.
Questo è un problema che non può essere ignorato o minimizzato. Il razzismo non danneggia solo i singoli individui, come in questo caso Vinicius, ma anche l’intera comunità. Il razzismo crea un clima di ostilità e discriminazione che non è conforme ai valori dello sport.
La ricerca mostra che i giocatori di calcio dalla pelle scura possono essere esposti a maggiori probabilità di ricevere un cartellino giallo o rosso rispetto ai loro colleghi bianchi. C’è anche molta discriminazione nei trasferimenti, poiché ci sono indicazioni che il colore della pelle può influenzare le possibilità di un giocatore di essere trasferito in club prestigiosi.
I giocatori di calcio dalla pelle scura sono spesso stereotipati come forti fisicamente ma meno intelligenti delle loro controparti bianche. Ci sono molti meno allenatori, manager e proprietari di club dalla pelle scura, il che rende difficile per le generazioni più giovani vedersi in questi ruoli e trovare i propri modelli.
Per risolvere questo problema è necessario il coinvolgimento di tutti gli attori della comunità calcistica: dai club, alle leghe, ai tifosi. Club come Real Madrid, Manchester United, Barcellona, Bayern Monaco devono assumere un ruolo di primo piano nella lotta al razzismo.
Ciò significa educare i giocatori, lo staff e i tifosi sulle conseguenze dannose del razzismo, anche se questo si è rivelato inefficace perché la UEFA porta avanti da molto tempo la campagna “Dì no al razzismo”, ma è riuscita solo a ridurne la portata ma non sradicare questo problema.
Questa campagna della UEFA semplicemente non è sufficiente, sono necessarie sanzioni più severe e un coinvolgimento più dinamico e forte delle istituzioni calcistiche come la FIFA e la UEFA. Devono fare di più per garantire che gli episodi di razzismo siano adeguatamente sanzionati e che le vittime siano protette.
Sono necessarie anche multe, nonché sanzioni per l’espulsione della squadra dalla competizione a causa del comportamento dei suoi giocatori o tifosi. Il razzismo non è presente solo in Spagna, è diffuso in tutta Europa e affonda le sue radici nella sanguinosa storia della schiavitù.
Nel gennaio 2024, i tifosi dell’Udinese lanciarono banane al portiere dell’AC Milan Mike Maignan durante una partita di Serie A. Nel novembre 2023, l’attaccante del Tottenham Son Heung-min ha subito abusi razzisti da Robert Garland durante una partita della Premier League inglese.
Uno dei passi chiave verso il superamento del problema del razzismo nel calcio è creare una cultura in cui le differenze siano valorizzate e rispettate. Movimenti come “Mostra il cartellino rosso al razzismo” lavorano per educare e aumentare la consapevolezza sul razzismo nel calcio.
Tuttavia, nonostante il crescente numero di insulti razzisti negli ultimi anni, dobbiamo ancora convenire che ci sono più calciatori dalla pelle scura in ruoli manageriali e di allenatore rispetto a prima.
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