Calcio
Milan, l’ora della svolta: Cardinale pronto a fare un passo indietro, Fonseca in bilico e Ibrahimovic verso l’addio. La rivoluzione incombe
Le mura di Milanello tremano, e non è per un semplice refolo di vento. Il Milan, che ad agosto puntava a un ruolo da protagonista in Serie A e a consolidarsi in Europa, oggi si ritrova con 22 punti in 15 giornate, immerso in una mediocrità che stride con la storia del club. Niente ambizioni di scudetto, niente certezze, niente identità. E di mezzo, una situazione societaria e tecnica che sembra destinata a implodere. L’ambiente è saturo di tensione, e le prossime settimane potrebbero segnare un reset totale.
La sconfitta contro l’Atalanta, netta e meritata, ha scoperchiato il vaso di Pandora. Paulo Fonseca, subissato dalle critiche, aveva provato a spostare l’attenzione sugli episodi arbitrali, ma la sua versione è stata sconfessata non da nemici o analisti neutrali, bensì da due colonne dello spogliatoio, Morata e Reijnders. I due leader hanno riconosciuto la superiorità della squadra di Gasperini, tradendo così un segnale che non può passare inosservato: l’allenatore non ha più il controllo del gruppo. Quando sono i giocatori stessi a contraddire l’allenatore, vuol dire che la crepa è ormai profonda. E quando non c’è unità d’intenti tra staff tecnico e calciatori, i risultati non possono che peggiorare.
Questo, però, è soltanto uno dei problemi. Come riportato da “La Repubblica”, il vero tsunami potrebbe abbattersi sulla società stessa. Si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui Gerry Cardinale, l’uomo del Fondo RedBird, starebbe per lasciare il club. Un ribaltone di proprietà a stagione in corso sarebbe qualcosa di dirompente. L’uscita di scena di Cardinale significa ridefinire gerarchie, obiettivi, strategie e investimenti. Il Milan rischia di trovarsi senza un timoniere, o con una nuova proprietà pronta a cambiare rotta radicalmente. Un’ipotesi che spaventa e al contempo intriga, perché una nuova direzione potrebbe significare anche un nuovo progetto tecnico di ampio respiro.
In uno scenario del genere, gli appassionati di quote online e calciomercato si sfregano le mani: l’instabilità societaria può generare un effetto domino su mille fronti. Non soltanto la scelta di un nuovo allenatore, ma anche le strategie per il mercato di gennaio e, ancor più, quello estivo. Se dovesse materializzarsi l’addio di Cardinale, la società potrebbe cambiare radicalmente approccio. Chi saluterà? Chi arriverà? Gennaio potrebbe non essere solo un mese di piccole correzioni, ma un vero anticipo della rivoluzione estiva.
E poi c’è Zlatan Ibrahimovic. L’eterno campione svedese, già alle prese con i segni del tempo, si trova ora in una squadra in disfacimento. Il Milan attuale non gli offre stimoli, è lontano dai fasti in cui Ibra poteva far la differenza con il solo carisma. Oggi i rossoneri non hanno un progetto chiaro, e se davvero Cardinale molla, se Fonseca saluta, se la rivoluzione s’impone, il ruolo di Ibra potrebbe diventare superfluo. È difficile immaginare che un fuoriclasse di quel calibro, ma con le pile ormai quasi scariche, voglia restare in una situazione così caotica. Potrebbe decidere di chiudere qui, o regalarsi un ultimo giro di giostra in un campionato minore, all’estero, dove la pressione è minore e il suo nome basti per attirare attenzioni e sponsor.
Le voci di addio non riguardano solo Cardinale e Ibra. C’è chi ipotizza un ribaltone generale, con uscite eccellenti nella rosa e nella dirigenza. Non è un mistero che alcuni giocatori, acquistati per dare un salto di qualità, non abbiano reso secondo le aspettative. Una rivoluzione totale significa non fare prigionieri: i calciatori considerati inadatti a un nuovo progetto potrebbero essere ceduti per rifinanziare un mercato di ricostruzione integrale, portando a cessioni anche di nomi pesanti. Ecco perché i seguaci delle quote online e calciomercato già fantasticheranno su quali big rossoneri saluteranno San Siro. L’estate potrebbe diventare un valzer di colpi, occasioni e scommesse su profili emergenti o cavalli di ritorno, a seconda di chi prenderà in mano le redini.
Nel frattempo, Fonseca rimane sul filo del rasoio. Il tecnico non è riuscito a dare un’identità a questa squadra, non ha compattato lo spogliatoio, non ha ottenuto risultati. Le sue scuse sugli arbitri non hanno convinto nessuno, né la società né i giocatori, figuriamoci i tifosi. La tifoseria rossonera è delusa e disorientata, aveva creduto in un progetto ambizioso ma si ritrova con una squadra molle, senza idee, e con un allenatore che non riesce a trasmettere fiducia. A questo punto, un cambio in panchina sembra quasi inevitabile, anche se farlo ora significa addentrarsi in un territorio insidioso.
C’è chi scommette che il Milan possa puntare su un traghettatore fino a giugno, per poi scegliere un nome di grido in estate. Un grande allenatore, uno di quei profili capaci di restituire identità e prestigio. È un’ipotesi plausibile: un club storico come il Milan non può restare ai margini del calcio che conta. Dopo l’eventuale addio di Cardinale, il new deal rossonero potrebbe centrarsi su una figura carismatica in panchina, un condottiero da cui ripartire.
In definitiva, il Milan si trova davanti a un potenziale reset. Tifosi, dirigenti e addetti ai lavori vedono nuvole nere all’orizzonte, ma sanno anche che dietro ogni crisi si nascondono opportunità. La parola “rivoluzione” non deve necessariamente spaventare: a volte, ripartire da zero può essere l’unico modo per riportare un club al livello che la sua storia richiede.
Se davvero ci sarà l’addio di Cardinale, se Fonseca verrà sollevato dall’incarico, se Ibrahimovic lascerà o ridimensionerà il suo ruolo, allora il Milan potrà (anzi, dovrà) riscrivere i propri equilibri. Lo farà in estate, con calma e lucidità, dopo aver analizzato i disastri di questa stagione. Nel frattempo, il mese di gennaio potrebbe offrire un assaggio di ciò che verrà: qualche cessione per liberare fondi, qualche innesto per iniziare a correggere la rotta. È un compito titanico, ma necessario.
Chi segue il calciomercato e le vicende societarie sa che il Milan, pur essendo in crisi, resta un brand calcistico di primo piano. L’interesse di investitori o di figure storiche pronte a rientrare in scena non manca. La nuova proprietà, se arriverà, dovrà essere coraggiosa e lungimirante, disposta ad affidare la guida a un allenatore all’altezza del compito. E i giocatori dovranno fare la loro parte, perché senza fame, senza spirito di sacrificio, non si può ricostruire nulla.
Il futuro del Milan è tutto da scrivere, e la sensazione è che presto inizierà un capitolo nuovo. Per molti versi, questo terremoto potrebbe essere la scossa necessaria a risvegliare un gigante addormentato, a ridargli la grinta e la capacità di ruggire di cui ha bisogno.