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Il migliore amico di Valentino Rossi sulle lotte e le critiche dei media

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Il migliore amico di Valentino Rossi sulle difficoltà e le critiche dei media © Getty Images / Getty Images Sprot

Uccio Salucci è una persona che siamo abituati a vedere accanto Valentino Rossi. Nonostante il loro rapporto sia sempre stato ottimo, sembra che Uccio in certi momenti avesse difficoltà ad accettare le critiche, che erano tante. Parlando a Sky Sport, Salucci ha riflettuto sulle difficoltà che ha avuto quando è stato criticato.

Tuttavia, in una parte della sua carriera, si rese conto che tali critiche non avevano alcun fondamento.

“Se ci penso adesso devo dire che allora avevo 19 anni e le persone più grandi di me mi davano fastidio. Non la presi bene, mi dava fastidio. Ma poi crescendo, già a 23-24 anni mi chiedevo se stavo facendo qualcosa di sbagliato. Mi rispondevo che invece stavo solo facendo onestamente la mia parte per Vale e per questo sport. Così ho potuto pensare con la mia testa e ho continuato a fare il mio lavoro, guidare il motorhome di Vale, tenere tutto a posto per lui, aiutarlo negli appuntamenti in pista e a casa, dargli anche qualche consiglio. Mi sono divertito. Da quando stavo con Valentino sono diventato più famoso. Mi dava fastidio che molti dicevano: ‘parassita’ ma gli altri erano l’assistente. Perché non potevo esserlo anch’io? No, ero un…” – ha detto Salucci, citato da crash.net!

Uccio Salucci su Valentino Rossi

Salucci è consapevole di aver avuto la fortuna di esserlo Quello di Valentino Rossi assistente. D’altro canto ha sottolineato di aver sempre dato il massimo e di non aver commesso errori. Rossi ha apprezzato quello che Salucci stava facendo per lui.

Uccio è una persona che nutre un grande amore per il motorsport, ed essere l’assistente di Valentino Rossi è un grande traguardo.

“Ho sempre capito di essere una persona fortunata fin da piccolo, da ragazzo, e questo è stato uno dei miei punti di forza. Però se una volta arrivato alle gare non avessi lavorato bene, non avrei Se non avessi fatto le cose come dovevo sarei stato rimandato a casa subito, se quando Vale fosse arrivato avesse trovato il camper sporco e con cose fuori posto, oppure lo avessi buttato in un fosso, non sarei rimasto.

Come gli altri, insomma.

Alla fine mi sono sempre divertito e abbiamo fatto del bene a Vale e a questo sport. E poi c’è da dire che abbiamo dato lavoro a tantissima gente. Sono stato il primo dipendente, ora siamo quasi 100, anzi 98 o 99, credo”.

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